This website is now static html, I have no time to write anything and Wordpress has more security holes than a Swiss cheese, and so the migthy wget -m replaced the ugly php. For sure there will be problems with this new version, but that is life.
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Some advices, read carefully:
Se vuoi essere alla moda ed avere un blog tutto tuo mi permetto di consigliarti dreamhost, se usi il codice DAT hai pure lo sconto (dettagli).
Tuesday, 17 July 2007

quelli che “ho un invito che mi avanza, se lo volete fatevi sentire (con educazione)”

1. Il buon egon, sempre attentissimo alle nuove tecnologie, ieri o ier l’altro mi ha fatto conoscere il sistema pownce, che, esattamente come twitter, secondo me non serve a un cazzo (ho già la mail se voglio una comunicazione asincrona e la chat se la voglio sincrona e per il resto non rompetemi le palle), unica eccezione devo dire i twitter divertenti (si veda confuso e ratzinger, siamo in attesa di pownce divertenti).

2. Oggi il buon matteo moro copia approfondisce il post di egon su sto pownce.

3. Sia il buon Egon che il buon matteo moro mettono (e si noti l’allitterazione), dicevamo, mettono francescanamente a disposizione dei lettori del loro blog gli inviti aggiuntivi al servizio (ancora in beta).

Perché destano tanto interesse questi tre eventi apparentemente banali?

E infatti non destano nessun interesse, mi diverto solo a notare che quando in ballo ci sono degli inviti, forzatamente esclusivi e rarissimi, sennò che inviti sono, il tono dei commenti/richieste-di-lo-voglio-anche-io-che-sono-figo-come-voi-eccheccazzo è sospettosamente educato.

Lore scrive:

Ciao, ti avanza un invito?
Grazie comunque! :)

già, avete capito bene, “Grazie comunque“, ma andiamo avanti.

CapoBecchino sviolina così:

Salve carissimo io vorrei un invito per pownce se ti avanzano .. :) altrimenti grazie lo stesso :D

carissimo? vorrei? grazie lo stesso? [faccina che sorride]?

Onde evitare questo contagioso, nonché pericoloso, dilagare di buone maniere, storicamente estranee alla società moderna (sopratutto quella automunita) e avversate, a ragion veduta, sia dal singolo che dai gruppi organizzati, ho deciso che richiederò, utilizzando pessime maniere, i miei inviti a pownce (il fatto che sia già iscritto al sistema e abbia anche 6 inviti, che non diffonderò, è del tutto trascurabile, qui si tratta di una battaglia morale, o si fa l’italia o si muore, ecco).

UPDATE: addì 17 luglio 2007, ore 16.45 – il dado è tratto (ovvero missione compiuta)

Monday, 16 July 2007

devo proprio dire “Complimentoni”

leggendo questo mi sono interessato a quest’altro e, sorvolando sulla, a mio avviso, deprecabile decisione di forzare l’utente ad iscriversi al sito per poter lasciare un commento (a cosa serve? per poter dire noi abbiamo mille mila utenti? della serie vediamo chi l’ha più lungo, e non venitemi a parlare di spam e menate varie) ho deciso di registrarmi (link), appunto, e qui viene il bello (vedasi immagine di seguito):

Panorama registration madness

qualcuno mi spiega il senso di ciò? perché lo username è vincolato a 4 caratteri e la password a 1 (uno) solo carattere?

aaahh certo, perché un carattere è più facile da ricordare, io ho scelto “d” come password, quella di Berlusconi potrebbe essere “b” e quella di Fede “f”, mi raccomando non copiatela …

P.S. il fatto che i blog di panorama stiano su WordPress Mu infittisce ancor di più il mistero …

Sunday, 15 July 2007

Consigli per una lettura sotto l’ombrellone – Il Genere Picaresco

Lazarillo de Tormes

In questi giorni mi sono letto il “Lazarillo de Tormes” (ve lo mostrerei su anobii ma a quanto pare ci sono gli ennesimi problemi tecnici sul sito); libro pubblicato in forma anonima, per la prima volta e in contemporanea, ad Alcalà, Burgos e Anversa sotto il titolo di Lazarillo de Tormes nel lontano 1554. Il titolo originale in realtà è “La vida de Lazarillo de Tormes y de sus fortunas y adversidades” che credo non serva tradurre, come riassume la wikipedia:

Il giovane è un vagabondo che si serve di mille espedienti per procurarsi di che vivere; sempre in viaggio, sempre affamato, non disdegna di servirsi di mezzi illeciti pur di tirare avanti. Presta i suoi servizi a un cieco, a uno scudiero, a un frate che commercia bolle papali, a un pittore da strada, alla fine a un arciprete, per cui fa il banditore di vini. Di quest’ultimo sposa la serva, le cui grazie continuerà a condividere con il padrone.

che però si dimentica di notare come, nel testo, le frecciate contro la chiesa e gli ecclesiastici siano continue e ben poco velate, per questo motivo l’inquisizione lo vieta già nel 1559 (motivo in più per leggerlo ;) .

Capostipite del genere picaresco (conosci il “Don Chisciotte della Mancia”? ecco, quel genere) ne è stato tratto anche un film dall’originalissimo titolo “I Picari” di Monicelli. Nel film oltre a Lazarillo c’è anche il personaggio di “Guzman de Alfarache” tratto dall’omonimo libro di Alemán ed uscito qualche anno dopo le avventure di Lazzaro.

Dopo aver letto il Lazarillo mi sono messo alla ricerca del Guzman (che viene considerato universalmente il secondo libro del genere), purtroppo non l’ho trovato tra i vari siti di libri e non so neanche se esiste una traduzione italiana, se avete informazioni fatemi sapere.

Approfondimenti:
se conoscete lo spagnolo potete leggere il Lazarillo a questo indirizzo http://www2.ups.edu/f … ar/lazar00.htm

Friday, 13 July 2007

un’immagine vale più di mille bombe

questa per la precisione (dal The Economist)

(via dotcoma

Più bamba per tutti

Sgarbi notava sagacemente come sia in atto uno slittamento tra la chiesa come oppio dei popoli e l’oppio stesso come oppio dei popoli.

Volendo analizzare la questione a fondo verrebbe da chiedersi cosa succederebbe se la chiesa-oppiodeipopoli iniziasse a farsi di oppio-oppiodeipopoli.

Fortunatamente abbiamo già la risposta. Le ultime dichiarazioni rilasciate dal narcopapa sono la prova di un evidente up da cocaina …

narcopapa.jpg

(LA VIGNETTA DI GIANNELLI Dal Corriere della Sera di mercoledì 11 luglio 2007 – via uaar)



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