This website is now static html, I have no time to write anything and Wordpress has more security holes than a Swiss cheese, and so the migthy wget -m replaced the ugly php. For sure there will be problems with this new version, but that is life.
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Some advices, read carefully:
Se vuoi essere alla moda ed avere un blog tutto tuo mi permetto di consigliarti dreamhost, se usi il codice DAT hai pure lo sconto (dettagli).

Archive for the ‘web’ Category

venghino signori venghino

Tuesday, August 14th, 2007

leggo tante cose interessanti in questa serata agostana, vendere si, vendere no, vendere boh

ma vendere cosa?

uh

link a quanto pare, beh utilissimi, oggigiorno come fare a meno di un paio di comodi link, ad un prezzo così modico poi, 550 euro annui, quasi quasi me ne compro 2, ma si, hai visto mai che uno si rompe mentre me lo porto a casa

che poi il blog è come casa tua dico io, che dentro ci fai quello che ti pare, anche condire l’insalata con le unghie dei piedi mentre mescoli il budino con l’uccello, io però il mio divano non lo affitterei mai a nessuno, pensa se ci scrivesse “sw4n è un figlio di xxx” sopra, chi la sente poi la mamma

detto questo volevo dirvi che questo blog è in vendita, per soli 5.500 euro te lo stampo tutto, dump del database compreso, e te lo spedisco a casa con rilegatura in copertina rigida qualità oro (nel pacco riceverai anche un simpatico omaggio a scelta tra: unghie da condimento, un set completo di link da giardinaggio, un budino fatto in casa), affrettatevi ancora 19 pezzi disponibili …

il ragazzo è bravo, ma non si impegna (ovvero l’accessibilita’ e usabilita’ non sono per tutti)

Monday, August 13th, 2007

Più per curiosità che per reale interesse stavo spulciando le offerte di lavoro sul sito dell’eures.

Nel lungo elenco di offerte pubblicate noto che alcune, di fianco al titolo, hanno una bandierina blu. Chissà cosa vorrà dire quel simbolo mi chiedo immediatamente, forse indica che il mare è pulito vicino al posto di lavoro?!? … ovviamente non ci sono spiegazioni di quella bandiera nel resto della pagina, per fortuna l’attributo title del tag img ci viene in soccorso (basta posizionare il puntatore sopra l’immagine ed attendere):

questa immagine mostra incredibilmente che …

non c’è che dire, se volevano creare suspance ci sono riusciti perfettamente, sia chiaro che l’unico modo per leggere la frase per intero è di andare a visualizzare il codice sorgente della pagina.

Per i curiosi la spiegazione della bandiera blu è:
“La bandierina blu indica che il datore di lavoro è particolarmente interessato ad assumere personale proveniente da altri paesi europei.”

come si vede dal codice sorgente:

<img src="../images/flag.gif" width="20" height="10"
title="La bandierina blu indica che il datore di lavoro
è particolarmente interessato ad assumere personale
proveniente da altri paesi europei."/>

Riassumiamo gli errori di usabilità e accessibilità commessi da quelli dell’eures (limitatamente alla bandierina blu):

  1. non aver tenuto conto che il contenuto dell’attributo title non viene visualizzato oltre l’ottantesimo carattere (circa) dai browser;
  2. manca una legenda;
  3. per le immagini l’attributo alt è obbligatorio (si veda il “must” nella specifica dell’html) e, a mio parere, dovrebbe contenere le informazioni contenute invece in title.

Sbaglio?

Risultati delle ricerche “sporcati” dai blog, non va mica bene sai (lo dice anche Mantellini)

Tuesday, August 7th, 2007

Prendo spunto dal post di Mantellini in merito alla ormai evidente difficoltà nel reperire, usando google, un certo tipo di informazioni, chiamiamole “statiche”, per alcune riflessioni.

Credo che tutti, a questo punto del web 2.0, si siano accorti di come Google non funzioni più come una volta. A voler essere pignoli, a cambiare è stato il web in sè e le dinamiche di diffusione delle informazioni sul web (blog, forum, siti di news).

Ai miei tempi, come avessi cent’anni, i siti erano molti meno e le informazioni risiedevano in paginette (spesso html statico) che cambiavano rarissimamente. Era quindi facile cercare un dato argomento, atterrare in una di queste pagine eterne, e trovare tutte o quasi le informazioni necessarie. Se cercavi “Cosimo Mele” con un motore di ricerca molto probabilmente al primo posto ti veniva presentata la biografia ufficiale del politico (magari con ultimo aggiornamento di 2 anni prima).

Oggi si da grande spazio ai blog (o forse lo spazio se lo sono preso loro di forza) e ai siti di notizie con il risultato che, cercando sempre “Cosimo Mele“, non trovi altro che pagine e pagine di quotidiani on-line, tutte sull’ultimo evento-gossip. Si può certo affermare che il web 2.0 con i suoi blog e la sua caterva di news sta letteralmente oscurando il buon vecchio web 1.0 che, come si dice sempre per gli anziani, può ancora essere utile, se messo alla prova.

E Google che fa, dorme?

Proprio no ed infatti se date un occhiata al progetto, sempre di Google, http://www.searchmash.com e provate a cercare per l’ultima volta sto benedetto “Cosimo Mele“, sulla destra troverete un bel menu per ricerche specifiche:

SearchMash

si può scegliere tra immagini, video, blog e wikipedia, purtroppo manca ancora la voce “news”. Tutti i siti di agenzie di stampa (ansa, adnkronos, …) e quotidiani (il corriere, la stampa, repubblica, …) dovrebbero, a mio giudizio, risiedere in questa categoria ed essere eliminati dalle “web pages”. Comunque la possibilità di dare del feedback è a portata di click ;)

Se devo spendere i miei due centesimi per un’idea avrei studiato l’interfaccia più o meno così:

google dopato

giusto per lasciarmi la possibilità di scegliere tra che categorie effettuare la ricerca e poter ottenere dei risultati “misti”.

Poi forse sono un nostalgico, ma a me piaceva di più usare google sul web 1.0 …

UPDATE 9 agosto: anche luca chittaro (o chi per lui) in questi giorni si è interessato all’interfaccia di google (lettura semplice e interessante).

OpenID, dire addio a tutte le password (meno una) in 5 minuti

Wednesday, July 25th, 2007

Oggigiorno un blogger rispettabile utilizza sicuramente un numero medio/alto di servizi (twitter, mybloglog, lloogg, google analytics, pownce, flickr, youtube, vimeo, gmail, e chissà quanti altri) per non contare il numero di forum e sitarelli vari a cui ci si trova, quasi involontariamente, iscritti.

I problemi nascono quasi subito, già doversi ricordare 5 o 6 accoppiate “utente+password” può diventare problematico. I motivi sono principalmente due:

  1. utilizzare una stessa password per tutti i siti è un chiaro problema di sicurezza (te la rubano in un sito e hanno tutti gli altri account chiavi in mano) e quindi sarebbe opportuno usare password diverse (in pratica non lo fa nessuno o, alla peggio, si usano a rotazione le stesse 2 o 3 password);
  2. non sempre è possibile usare lo stesso username per tutte le registrazioni (o perché è già occupato oppure perché il tuo username è di 3 caratteri, tipo “dat”, e il sito lo vuole di almeno 4).

Il progetto OpenID si pone come obiettivo proprio il superamento di questo fastidio 2.0. Ecco come funziona in due parole:

  • ci si registra ad un fornitore di OpenID (sì, noto l’ironia di doversi iscrivere all’ennesimo sito, ma questo sarà l’ultimo, lo giuro).
  • ottenuto il proprio OpenID, per registrarsi ad un servizio/sito di terze parti (ovviamente OpenID enabled) basterà fornire quell’unico dato (niente password, nomi utente o indirizzi e-mail) al resto ci penserà automagicamente* il sistema (notate che si deve essere autenticati all’interno del sito del fornitore di OpenID perché il tutto funzioni, se non si è autenticati, beh, basta farlo quando richiesto).

Esempietto pratico per meglio capire

Il mio OpenID è questo http://arjuna.myopenid.com/ gentilmente fornito da myopenid.com, se volessi iscrivermi a www.welovelocal.com (non chiedetemi a cosa serva sto sito, l’ho preso a caso dall’elenco dei siti OpenID ready) mi basterebbe andare alla pagina di registrazione ed inserire il mio OpenID (come da figura):

openid01.png

ci penserà poi il sito stesso ad autenticarmi e creare il mio utente. Tutto ciò che mi viene richiesto di fare è verificare o meno la mia identità (immagine seguente):

openid02.png

Quindi, ogni volta che voglio registrarmi ad un sito o servizio, mi basta indicare il solo OpenID, nessuna password o nome utente da scegliere.

Dal punto di vista dell’utente è come utilizzare la stessa password per tutti i siti però, con la sostanziale differenza, che viene memorizzata solamente all’interno degli archivi del fornitore di OpenID. Per questo motivo la vostra futura unica password va consegnata ad un fornitore di fiducia (beh per ora di myopenid.com mi fido).

Utilizzi avanzati e caratteristiche simpatiche

MyOpenID, in Account Settings -> Certificate Settings permette la creazione di certificati SSL da installare nel browser che utilizziamo di solito. Il vantaggio è che chiedendo al sistema (MyOpenID) di autenticarci con il certificato non dobbiamo nemmeno inserire quell’unica volta la password e lo username.

Se non ci piace il nostro OpenID e poi, cavolo, siamo blogger di un certo livello, vogliamo che il nostro URL OpenID sia l’URL del blog, basta aggiungere nell’header dei sorgenti del blog personale il seguente codice:

<link href="http://www.myopenid.com/server" rel="openid.server" />
<link href="http://TUONOME.myopenid.com/" rel="openid.delegate" />
<meta http-equiv="X-XRDS-Location" content="http://TUONOME.myopenid.com/xrds" />

(occhio a sostituire TUONOME con il tuo nome) e d’ora in poi potremo usare l’url del blog come OpenID (io ad esempio uso dat.perdomani.net, se controllate i sorgenti vedrete il codice nell’header).

Puntualizzazioni

OpenID non ha lo scopo di aumentare la sicurezza delle nostre registrazioni (in pratica spesso lo fa, ma non è questo l’obiettivo) e quindi per il nostro on-line banking continueremo ad utilizzare un sistema ad hoc che non utilizza OpenID. Per tutto il resto come blog, forum, chat, sitarelli social e via dicendo invece risparmieremo neuroni, liberi dal doversi ricordare mille password.

Fine.

Attendo conferme, critiche, distinguo e prime impressioni su questa (vabbè diciamo) novità che, speriamo, si diffonda quanto prima.
Approfondimenti:
Sito ufficiale di OpenID – http://www.openid.net/
Il blog italiano – http://blog.openid.it/
Un articolo introduttivo di Nicola D’Agostino – http://www.nicoladagostino.net/ … ntita.html
Use your own URL as an OpenID – http://www.openidenabled.com/op … -as-an-openid
I siti troppo avanti che già implementano OpenID – https://www.myopenid.com/directory
“A step-by-step tutorial guide for implementing OpenID consumer-side support with a web site that already has users with accounts” – http://www.plaxo.com/api/openid_recipe

* nei siti che implementano OpenID spesso viene chiesta qualche informazione aggiuntiva per la creazione del “profilo” utente (data di nascita, nazionalità, …), niente di eccessivo comunque =)

Oggi mi sento una fonte (non di acqua)

Tuesday, July 24th, 2007

 fonte

http://www.rainews24.rai.it/ran24/rainews24_2007/speciali/blog/

vedasi il link “Vergognarsi di essere italiani

e non so se essere più contento per il mio inutile blog o rattristato che una testata come rainews24 sia caduta così in basso da usare come fonte il mio inutile blog =)

P.S. dov’è il permalink al post?

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