This website is now static html, I have no time to write anything and Wordpress has more security holes than a Swiss cheese, and so the migthy wget -m replaced the ugly php. For sure there will be problems with this new version, but that is life.
show hide sidebar
Some advices, read carefully:
Se vuoi essere alla moda ed avere un blog tutto tuo mi permetto di consigliarti dreamhost, se usi il codice DAT hai pure lo sconto (dettagli).
Thursday, 02 August 2007

il server di “sviluppo”

sul server(*) di casa fino a ieri avevo un bel

bash-3.00# uname -a
OpenBSD agnul.casa 3.8 GENERIC#138 i386

che però mi aveva stufato, oggi sto provando

bash-3.2# uname -a

NetBSD agnul 3.1 NetBSD 3.1 (GENERIC) #0: Tue Oct 31 04:27:07 UTC 2006

[email protected]: /home/builds/ab/netbsd-3-1-RELEASE/

i386/200610302053Z-obj/home/builds/ab/netbsd-3-1-RELEASE

/src/sys/arch/i386/compile/GENERIC i386

e se ci riesco ad installare tomcat me lo tengo (l’obiettivo è usarlo per sviluppare la tesi). Chiunque abbia suggerimenti da darmi è il benvenuto.

Il bello di Net/OpenBSD è che te li installi in 300MB (rigorosamente senza X) poi ci aggiungi (e non togli come spesso capita in linux) quello che ti serve e il server è pronto (per non parlare del tempo di boot nettamente inferiore rispetto ad un linux qualunque).

(*) il “server”, nome altisonante, sta semplicemente ad indicare quel vecchio computer impolverato che ho dietro la scrivania. Un

bash-3.2# cat /emul/linux/proc/cpuinfo

processor       : 0

vendor_id       : GenuineIntelcpu family      : 6

model           : 5

model name      : Intel Pentium II (686-class)

stepping        : 2

cpu MHz         : 398.79

con addirittura 128MB di ram e harddisk da ben 3GB (avete sentito bene, tre bei gigabytes)

Info sparse:
OpenBSD (quello sicuro)
NetBSD
(quello che gira anche sul tostapane)

Monday, 30 July 2007

scommettiamo?

come già successo neanche in questo caso ce lo/gli toglieremo dalle p**le

Wednesday, 25 July 2007

OpenID, dire addio a tutte le password (meno una) in 5 minuti

Oggigiorno un blogger rispettabile utilizza sicuramente un numero medio/alto di servizi (twitter, mybloglog, lloogg, google analytics, pownce, flickr, youtube, vimeo, gmail, e chissà quanti altri) per non contare il numero di forum e sitarelli vari a cui ci si trova, quasi involontariamente, iscritti.

I problemi nascono quasi subito, già doversi ricordare 5 o 6 accoppiate “utente+password” può diventare problematico. I motivi sono principalmente due:

  1. utilizzare una stessa password per tutti i siti è un chiaro problema di sicurezza (te la rubano in un sito e hanno tutti gli altri account chiavi in mano) e quindi sarebbe opportuno usare password diverse (in pratica non lo fa nessuno o, alla peggio, si usano a rotazione le stesse 2 o 3 password);
  2. non sempre è possibile usare lo stesso username per tutte le registrazioni (o perché è già occupato oppure perché il tuo username è di 3 caratteri, tipo “dat”, e il sito lo vuole di almeno 4).

Il progetto OpenID si pone come obiettivo proprio il superamento di questo fastidio 2.0. Ecco come funziona in due parole:

  • ci si registra ad un fornitore di OpenID (sì, noto l’ironia di doversi iscrivere all’ennesimo sito, ma questo sarà l’ultimo, lo giuro).
  • ottenuto il proprio OpenID, per registrarsi ad un servizio/sito di terze parti (ovviamente OpenID enabled) basterà fornire quell’unico dato (niente password, nomi utente o indirizzi e-mail) al resto ci penserà automagicamente* il sistema (notate che si deve essere autenticati all’interno del sito del fornitore di OpenID perché il tutto funzioni, se non si è autenticati, beh, basta farlo quando richiesto).

Esempietto pratico per meglio capire

Il mio OpenID è questo http://arjuna.myopenid.com/ gentilmente fornito da myopenid.com, se volessi iscrivermi a www.welovelocal.com (non chiedetemi a cosa serva sto sito, l’ho preso a caso dall’elenco dei siti OpenID ready) mi basterebbe andare alla pagina di registrazione ed inserire il mio OpenID (come da figura):

openid01.png

ci penserà poi il sito stesso ad autenticarmi e creare il mio utente. Tutto ciò che mi viene richiesto di fare è verificare o meno la mia identità (immagine seguente):

openid02.png

Quindi, ogni volta che voglio registrarmi ad un sito o servizio, mi basta indicare il solo OpenID, nessuna password o nome utente da scegliere.

Dal punto di vista dell’utente è come utilizzare la stessa password per tutti i siti però, con la sostanziale differenza, che viene memorizzata solamente all’interno degli archivi del fornitore di OpenID. Per questo motivo la vostra futura unica password va consegnata ad un fornitore di fiducia (beh per ora di myopenid.com mi fido).

Utilizzi avanzati e caratteristiche simpatiche

MyOpenID, in Account Settings -> Certificate Settings permette la creazione di certificati SSL da installare nel browser che utilizziamo di solito. Il vantaggio è che chiedendo al sistema (MyOpenID) di autenticarci con il certificato non dobbiamo nemmeno inserire quell’unica volta la password e lo username.

Se non ci piace il nostro OpenID e poi, cavolo, siamo blogger di un certo livello, vogliamo che il nostro URL OpenID sia l’URL del blog, basta aggiungere nell’header dei sorgenti del blog personale il seguente codice:

<link href="http://www.myopenid.com/server" rel="openid.server" />
<link href="http://TUONOME.myopenid.com/" rel="openid.delegate" />
<meta http-equiv="X-XRDS-Location" content="http://TUONOME.myopenid.com/xrds" />

(occhio a sostituire TUONOME con il tuo nome) e d’ora in poi potremo usare l’url del blog come OpenID (io ad esempio uso dat.perdomani.net, se controllate i sorgenti vedrete il codice nell’header).

Puntualizzazioni

OpenID non ha lo scopo di aumentare la sicurezza delle nostre registrazioni (in pratica spesso lo fa, ma non è questo l’obiettivo) e quindi per il nostro on-line banking continueremo ad utilizzare un sistema ad hoc che non utilizza OpenID. Per tutto il resto come blog, forum, chat, sitarelli social e via dicendo invece risparmieremo neuroni, liberi dal doversi ricordare mille password.

Fine.

Attendo conferme, critiche, distinguo e prime impressioni su questa (vabbè diciamo) novità che, speriamo, si diffonda quanto prima.
Approfondimenti:
Sito ufficiale di OpenID – http://www.openid.net/
Il blog italiano – http://blog.openid.it/
Un articolo introduttivo di Nicola D’Agostino – http://www.nicoladagostino.net/ … ntita.html
Use your own URL as an OpenID – http://www.openidenabled.com/op … -as-an-openid
I siti troppo avanti che già implementano OpenID – https://www.myopenid.com/directory
“A step-by-step tutorial guide for implementing OpenID consumer-side support with a web site that already has users with accounts” – http://www.plaxo.com/api/openid_recipe

* nei siti che implementano OpenID spesso viene chiesta qualche informazione aggiuntiva per la creazione del “profilo” utente (data di nascita, nazionalità, …), niente di eccessivo comunque =)

Tour de Farse 2007

doping_provette.jpg

Il kazako Alexander Vinokourov è risultato positivo ad un controllo antidoping effettuato dopo la crono di Albi, da lui dominata, al Tour de France. La notizia-choc arriva dal sito internet del quotidiano francese ‘L’Equipe’. Il prelievo sanguigno avrebbe rivelato la presenza di due popolazioni distinte di globuli rossi nel campione analizzato. Segno che Vinokourov, prima della gara, avrebbe fatto ricorso a una trasfusione con sangue di un donatore compatibile. Le analisi sono state effettuate dal laboratorio parigino di Chãtenay-Malabry. (Repubblica)

Non mi è mai piaciuto il ciclismo, tanta inutile fatica sui pedali solo per andare da un punto A ad un punto B, prendi la macchina e ci arrivi prima e più comodo, e se piove non ti bagni.

Negli ultimi anni poi il doping ha disintegrato ogni attrattiva che questo sport avrebbe potuto suscitarmi. A questo punto, per risollevare la situazione/immagine del ciclismo, propongo di apportare leggere modifiche al regolamento.

La prima proposta parte dalla certezza che TUTTI i ciclisti si dopino. Come faccio ad affermarlo, semplice, con il paradosso del sorite rivisitato:

Chi vince (Vinokourov ) lo fa grazie al doping e il doping aumenta considerevolmente le tue prestazioni.
Un eventuale ciclista non dopato (il secondo in ordine di arrivo) non può che arrivare con un pesante ritardo dal primo. Questo non succede mai e quindi anche il secondo ciclista è dopato (ma non abbastanza). Ripetere il ragionamento con il secondo e terzo ciclista, poi con il terzo e quarto e così via fino all’ultimo.

Adesso che siete convinti di questo fatto sarete in pieno accordo con me che l’unica soluzione possibile sia quella di liberalizzare il doping. Se poi obiettate che il doping è pericoloso e fa ammalare le persone potrei dirvi la stessa cosa di chi lavora in miniera tra polvere ed esplosioni, quindi critica respinta.

La seconda idea, alternativa o complementare alla prima, questione di gusti, è di fornire ai ciclisti un motore (l’ideale sarebbe alimentato ad urina per evitare dispendiosi pit stop per il pieno), motore da applicare alla bicicletta così i nostri sportivi preferiti potrebbero correre più a lungo e più velocemente. Si riuscirebbe così ad organizzare gare come il Giro d’Europa con prima tappa “Lisbona – Mosca” o il Tour du Monde con tappe del tipo “New York – Buenos Aires” o “Nouva Delhi – Tokyo” passando in vetta all’Everest.

Che ne pensate?

Approfondimenti e notiziole gustose:
Doping al Tour de France, le tv tedesche sospendono le trasmissioni
Tour de France – Momenti di crisi
Tour de France – Doping

(immagine in testa al post rainews24)

Tuesday, 24 July 2007

Oggi mi sento una fonte (non di acqua)

 fonte

http://www.rainews24.rai.it/ran24/rainews24_2007/speciali/blog/

vedasi il link “Vergognarsi di essere italiani

e non so se essere più contento per il mio inutile blog o rattristato che una testata come rainews24 sia caduta così in basso da usare come fonte il mio inutile blog =)

P.S. dov’è il permalink al post?



-
buy order order buy